Le virtù scarseggiano. Papa Benedetto XVI aveva dedicato alle virtù teologali (fede, speranza e carità) le sue tre encicliche, eppure le loro immagini sono sbiadite sovrastate dall’attuale successo dei sette vizi capitali. E allora prendiamo spunto dalle personificazioni allegoriche del Medioevo e del Rinascimento per ricordare queste graziose signore che dovrebbero accompagnarci in ogni atto della nostra vita quotidiana. Le fonti più note per evocare le loro immagini sono Isidoro di Siviglia, Etymologiae (636 ca.-1472) e Cesare Ripa, Iconologia (1593-1603).
Ne discutiamo - per così dire - con Midjourney. V. 7, una IA specializzata nella generazione di immagini sulla base di input testuali. Il risultato dei miei prompt lo potete apprezzare qui sotto. La loro formulazione è un segreto, ovviamente.
Le Virtù teologali
FEDE |
e argomento de le non parventi;
e questa pare a me sua quiditate.»
— Paradiso, XXIV, vv. 64–66
SPERANZA |
CARITA' |
(Purgatorio, XV, vv. 55-57)
Le Virtù cardinali
«I' mi volsi a man destra, e posi mente / a l'altro polo, e vidi quattro stelle / non viste mai fuor ch'a la prima gente. / Goder parea 'l ciel di lor fiammelle: / oh settentrional vedovo sito, / poi che privato se' di mirar quelle!»
(Purgatorio, I, vv. 23-28)
«Noi siam qui ninfe e nel ciel siamo stelle; / pria che Beatrice discendesse al mondo, / fummo ordinate a lei per sue ancelle.»
(Purgatorio, XXXI, vv. 106-108)
PRUDENZA |
GIUSTIZIA |